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Book, page 842 / 1220 parte sia tratta in Alessandria presa: e di sangue non men che d'acqua grosso, il Tanaro si vede il Po far rosso. 23 Un, detto de la Marca, e tre Angioini mostra l'un dopo l'altro, e dice: - Questi a Bruci, a Dauni, a Marsi, a Salentini vedete come son spesso molesti. Ma ne de' Franchi val ne de' Latini aiuto si, ch'alcun di lor vi resti: ecco li caccia fuor del regno, quante volte vi vanno, Alfonso e poi Ferrante. 24 Vedete Carlo ottavo, che discende da l'Alpe, e seco ha il fior di tutta Francia, che passa il Liri e tutto 'l regno prende senza mai stringer spada o abbassar lancia, fuor che lo scoglio ch'a Tifeo si stende su le braccia, sul petto e su la pancia; che del buon sangue d'Avalo al contrasto la virtu trova d'Inico del Vasto. - 25 Il signor de la rocca, che venia quest'istoria additando a Bradamante, mostrato che l'ebbe Ischia, disse: - Pria ch'a vedere altro piu vi meni avante, io vi diro quel ch'a me dir solia il bisavolo mio, quand'io era infante, e quel che similmente mi dicea che da suo padre udito anch'esso avea; 26 e 'l padre suo da un altro, o padre o fosse avolo, e l'un da l'altro sin a quello ch'a udirlo da quel proprio ritrovosse, che l'imagini fe' senza pennello, che qui vedete bianche, azzurre e rosse:
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