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Book, page 761 / 1220 restava il paladin ne l'acqua morto. 15 Ma la Fortuna, che dei pazzi ha cura, del mar lo trasse nel lito di Setta, in una spiaggia, lungi da le mura quanto sarian duo tratti di saetta. Lungo il mar molti giorni alla ventura verso levante ando correndo in fretta; fin che trovo, dove tendea sul lito di nera gente esercito infinito. 16 Lasciamo il paladin ch'errando vada: ben di parlar di lui tornera tempo. Quanto, Signore, ad Angelica accada dopo ch'usci di man del pazzo a tempo; e come a ritornare in sua contrada trovasse e buon navilio e miglior tempo, e de l'India a Medor desse lo scettro, forse altri cantera con miglior plettro. 17 Io sono a dir tante altre cose intento, che di seguir piu questa non mi cale. Volger conviemmi il bel ragionamento al Tartaro, che spinto il suo rivale, quella bellezza si godea contento, a cui non resta in tutta Europa uguale, poscia che se n'e Angelica partita, e la casta Issabella al ciel salita. 18 De la sentenza Mandricardo altiero, ch'in suo favor la bella donna diede, non puo fruir tutto il diletto intero; che contra lui son altre liti in piede. L'una gli muove il giovene Ruggiero, perche l'aquila bianca non gli cede; l'altra il famoso re di Sericana,
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