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Book, page 751 / 1220 avea passato il ponte e la riviera; e guardato il sepolcro in ogni canto, se del suo Brandimarte insegna v'era, poi che ne l'arme sue vede ne il manto, di ritrovarlo in altra parte spera. Ma ritorniamo a ragionar del conte, che lascia a dietro e torre e fiume e ponte. 50 Pazzia sara, se le pazzie d'Orlando prometto raccontarvi ad una ad una; che tante e tante fur, ch'io non so quando finir: ma ve n'andro scegliendo alcuna solenne ed atta da narrar cantando, e ch'all'istoria mi parra oportuna; ne quella tacero miraculosa, che fu nei Pirenei sopra Tolosa. 51 Trascorso avea molto paese il conte, come dal grave suo furor fu spinto; ed al fin capito sopra quel monte per cui dal Franco e il Tarracon distinto; tenendo tuttavia volta la fronte verso la dove il sol ne viene estinto: e quivi giunse in uno angusto calle, che pendea sopra una profonda valle. 52 Si vennero a incontrar con esso al varco duo boscherecci gioveni, ch'inante avean di legna un loro asino carco; e perche ben s'accorsero al sembiante, ch'avea di cervel sano il capo scarco, gli gridano con voce minacciante, o ch'a dietro o da parte se ne vada, e che si levi di mezzo la strada. 53 Orlando non risponde altro a quel detto,
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