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Orlando Furioso by Ludovico Ariosto
Book, page 711 / 1220


132
Il buon ostier, che fu dei diligenti
che mai si sien per Francia ricordati,
quando tra le nimiche e strane genti
l'albergo e' beni suoi s'avea salvati,
per servir, quivi, alcuni suoi parenti,
a tal servigio pronti, avea chiamati;
de' quai non era alcun di parlar oso,
vedendo il Saracin muto e pensoso.

133
Di pensiero in pensiero ando vagando
da se stesso lontano il pagan molto,
col viso a terra chino, ne levando
si gli occhi mai, ch'alcun guardasse in volto.
Dopo un lungo star cheto, suspirando,
si come d'un gran sonno allora sciolto,
tutto si scosse, e insieme alzo le ciglia,
e volto gli occhi all'oste e alla famiglia.

134
Indi roppe il silenzio, e con sembianti
piu dolci un poco e viso men turbato,
domando all'oste e agli altri circostanti
se d'essi alcuno avea mogliere a lato.
Che l'oste e che quegli altri tutti quanti
l'aveano, per risposta gli fu dato.
Domanda lor quel che ciascun si crede
de la sua donna nel servargli fede.

135
Eccetto l'oste, fer tutti risposta,
che si credeano averle e caste e buone.
Disse l'oste: - Ognun pur creda a sua posta;
ch'io so ch'avete falsa opinione.
Il vostro sciocco credere vi costa
ch'io stimi ognun di voi senza ragione;
e cosi far questo signor deve anco,
se non vi vuol mostrar nero per bianco.


 
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