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Orlando Furioso by Ludovico Ariosto
Book, page 611 / 1220


De' corpi nostri ho ancor non poca speme,
che me' morti che vivi abbian ventura.
Qui forse alcun capitera, ch'insieme,
mosso a pieta, dara lor sepoltura. -
Cosi dicendo, le reliquie estreme
de lo spirto vital che morte fura,
va ricogliendo con le labra meste,
fin ch'una minima aura ve ne reste.

83
Zerbin la debol voce riforzando,
disse: - Io vi priego e supplico, mia diva,
per quello amor che mi mostraste, quando
per me lasciaste la paterna riva;
e se commandar posso, io vel commando,
che fin che piaccia a Dio, restiate viva;
ne mai per caso pogniate in oblio
che quanto amar si puo, v'abbia amato io.

84
Dio vi provedera d'aiuto forse,
per liberarvi d'ogni atto villano,
come fe' quando alla spelonca torse,
per indi trarvi, il senator romano.
Cosi (la sua merce) gia vi soccorse
nel mare e contra il Biscaglin profano:
e se pure avverra che poi si deggia
morire, allora il minor mal s'elleggia. -

85
Non credo che quest'ultime parole
potesse esprimer si, che fosse inteso;
e fini come il debol lume suole,
cui cera manchi od altro in che sia acceso.
Chi potra dire a pien come si duole,
poi che si vede pallido e disteso,
la giovanetta, e freddo come ghiaccio
il suo caro Zerbin restare in braccio?

86

 
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