![]() |
||||||
|
|
||||||
|
Book, page 391 / 1220 90 Pur la colpa potea dar al cavallo, chi di scusarlo avesse tolto il peso; ma con la spada poi fe' si gran fallo, che non l'avria Demostene difeso. Di carta armato par, non di metallo; si teme da ogni colpo essere offeso. Fuggesi al fine, e gli ordini disturba, ridendo intorno a lui tutta la turba. 91 Il batter de le mani, il grido intorno se gli levo del populazzo tutto. Come lupo cacciato, fe' ritorno Martano in molta fretta al suo ridutto. Resta Grifone; e gli par de lo scorno del suo compagno esser macchiato e brutto: esser vorrebbe stato in mezzo il foco, piu tosto che trovarsi in questo loco. 92 Arde nel core, e fuor nel viso avampa, come sia tutta sua quella vergogna; perche l'opere sue di quella stampa vedere aspetta il populo ed agogna: si che rifulga chiara piu che lampa sua virtu, questa volta gli bisogna; ch'un'oncia, un dito sol d'error che faccia, per la mala impression parra sei braccia. 93 Gia la lancia avea tolta su la coscia Grifon, ch'errare in arme era poco uso: spinse il cavallo a tutta briglia, e poscia ch'alquanto andato fu, la messe suso, e porto nel ferire estrema angoscia al baron di Sidonia, ch'ando guiso. Ognun maravigliando in pie si leva; che 'l contrario di cio tutto attendeva.
|
Knowledgerush Search
|
|
Contact Us
| Privacy Statement & Terms of Use
|