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Book, page 371 / 1220 10 E de la regal casa, alta e sublime, percuote e risuonar fa le gran porte. Gettan le turbe da le eccelse cime e merli e torri, e si metton per morte. Guastare i tetti non e alcun che stime; e legne e pietre vanno ad una sorte, lastre e colonne, e le dorate travi che furo in prezzo agli lor padri e agli avi. 11 Sta su la porta il re d'Algier, lucente di chiaro acciar che 'l capo gli arma e 'l busto, come uscito di tenebre serpente, poi c'ha lasciato ogni squalor vetusto, del nuovo scoglio altiero, e che si sente ringiovenito e piu che mai robusto: tre lingue vibra, ed ha negli occhi foco; dovunque passa, ogn'animal da loco. 12 Non sasso, merlo, trave, arco o balestra, ne cio che sopra il Saracin percuote, ponno allentar la sanguinosa destra che la gran porta taglia, spezza e scuote: e dentro fatto v'ha tanta finestra, che ben vedere e veduto esser puote dai visi impressi di color di morte, che tutta piena quivi hanno la corte. 13 Suonar per gli alti e spaziosi tetti s'odono gridi e feminil lamenti: l'afflitte donne, percotendo i petti, corron per casa pallide e dolenti; e abbraccian gli usci e i geniali letti che tosto hanno a lasciare a strane genti. Tratta la cosa era in periglio tanto, quando 'l re giunse, e suoi baroni accanto.
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