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Book, page 321 / 1220 e Rodomonte, causa del mal loro, se ne va esente da tanto martoro: 5 che tra' nemici alla ripa piu interna era passato d'un mirabil salto. Se con gli altri scendea ne la caverna, questo era ben il fin d'ogni suo assalto. Rivolge gli occhi a quella valle inferna; e quando vede il fuoco andar tant'alto, e di sua gente il pianto ode e lo strido, bestemmia il ciel con spaventoso grido. 6 Intanto il re Agramante mosso avea impetuoso assalto ad una porta; che, mentre la crudel battaglia ardea quivi ove e tanta gente afflitta e morta, quella sprovista forse esser credea di guardia, che bastasse alla sua scorta. Seco era il re d'Arzilla Bambirago, e Baliverzo, d'ogni vizio vago; 7 e Corineo di Mulga, e Prusione, il ricco re dell'Isole beate; Malabuferso che la regione tien di Fizan, sotto continua estate; altri signori, ed altre assai persone esperte ne la guerra e bene armate; e molti ancor senza valore e nudi, che 'l cor non s'armerian con mille scudi. 8 Trovo tutto il contrario al suo pensiero in questa parte il re de' Saracini: perche in persona il capo de l'Impero v'era, re Carlo, e de' suoi paladini, re Salamone ed il danese Ugiero, ed ambo i Guidi ed ambo gli Angelini,
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