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Book, page 281 / 1220 ma avra forza di far seco felice, fra tutti i ricchi duci, il suo congiunto, il qual, come ella poi lascera il mondo, cosi de l'infelici andra nel fondo. 63 E Moro e Sforza e Viscontei colubri, lei viva, formidabili saranno da l'iperboree nievi ai lidi rubri, da l'Indo ai monti ch'al tuo mar via danno: lei morta, andran col regno degl'Insubri, e con grave di tutta Italia danno, in servitute; e fia stimata, senza costei, ventura la somma prudenza. 64 Vi saranno altre ancor, ch'avranno il nome medesmo, e nasceran molt'anni prima: di ch'una s'ornera le sacre chiome de la corona di Pannonia opima; un'altra, poi che le terrene some lasciate avra, fia ne l'ausonio clima collocata nel numer de le dive, ed avra incensi e imagini votive. 65 De l'altre tacero; che, come ho detto, lungo sarebbe a ragionar di tante; ben che per se ciascuna abbia suggetto degno, ch'eroica e chiara tuba cante. Le Bianche, le Lucrezie io terro in petto, e le Costanze e l'altre, che di quante splendide case Italia reggeranno, reparatrici e madri ad esser hanno. 66 Piu ch'altre fosser mai, le tue famiglie saran ne le lor donne aventurose; non dico in quella piu de le lor figlie, che ne l'alta onesta de le lor spose.
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